Pensieri & parole ecco l'occasione per Pao-K ed i suoi amici di essere visibili al mondo. Siamo una comunità virtuale di persone reali, che si conoscono e si frequentano. Siamo disposti ad accogliere altre persone; "gli amici degli amici" (sembra una frase di stampo mafioso) sono i Benvenuti, purche' capiscano il Senso del nostro Blog. Io sono amico vero e reale di tutti, gli altri stanno diventando amici fra di loro a prescindere dalla mia presenza. Bene, sono contento. Questo Blog è stato fondato su questi pilastri: Amicizia, Sincerità, Disponibilità ed Autoironia. E poi aggiungiamo il fatto che ci vogliamo bene. Non sono graditi i polemici a tutti i costi; la comunicazione ed il confronto sono una bella cosa ma, come disse qualcuno: Benvenuti a tutti (ma senza esagerare).
Il Blog è assolutamente apolitico per mia scelta personale. In ogni caso, tengo a precisare che questo sito non e' collegato in maniera diretta o indiretta a personalità nè ad alcun partito politico. Tutta la documentazione che viene riportata in questo spazio web rientra nel diritto di cronaca o di satira. I commenti sono proprietà dei lettori.
Costituzione Italiana. Art. 21
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
un blog che nonostante le intenzioni inziali sostituisce questo spazio al quale so che alcuni di voi sono affezionati, cosa che capisco bene essendo una mia creatura, ma la gestione del blog tramite excite non è molto facile.
sono mesi che arrivano decine di commenti spam che rimandano a siti porno e che di fatto è impossibile cancellare se non andando a riaprire ogni singolo intervento, in quanto nella pagine gestionale si vedono i commenti, ma non a quale intervento si riferiscono.
questa invasione spam mi rende impossibile vedere gli eventuali commenti dei visitatori e quindi interagire al meglio.
la nuova piattaforma mi consente un'ottima gestione dei commenti, dei filtri spam, la possibilità di inserire contenuti multimediali. insomma il blog deve restare al passo con i tempi.
Ovviamente questo spazio resterà qui a disposizione, in quanto non è umanamente possibile trasferire tutti i contenuti sul nuovo spazio.
Spero di ritrovare sul nuovo Blog i rari lettori che sono transitati su queste pagine.
Un paio di mattine fa
scrivevo di amicizia con una di voi e mi sono accorto di
una sfumatura nello
scrivere che mi colpisce quando parlo delle mie amicizie femminili.
innanzitutto la precisazione che trattasi di amiche anziché amici
mi viene
d'obbligo, perchè mi sento un
essere privilegiato a ricevere così tanta amicizia, confidenza ed affetto da donne così diverse
fra loro. Francamente esistono gli
amici intimi, ma ho notato che con un maschio le cose si pongono sempre diversamente. intimo quanto vuoi, ma ciò che, potenzialmente, può nascere con una donna,
(parlo sempre di amicizia, beninteso) non è paragonabile. sarà che sono fortunato io a
conoscere voi,ma siete tutte, a modo vostro, persone speciali. ho divagato, dannato
grafomane che non sono altro. quello che volevo dire era che
ho notato che quando
scrivo di amicizia e che preciso trattarsi di amiche, sorge spontaneo
in chi mi legge un ammic-camento come se non si
potesse essere amico di una donna, amico intimo, in totale
confidenza come lo sono per molte di voi, senza pensare che ci sia sotto qualcosa. vero, il rischio, se così
vogliamo chiamarlo esiste, ed esiste anche un ampio catalogo letterario
che può far pendere la bilancia da una parte o dall'altra:
Dall’amicizia all’amore c’è
la distanza di un bacio. ( Anonimo)
L’amicizia è un amore senza ali. (G. Byron)
L’amicizia tra un uomo e una donna è sempre un poco erotica, anche se
inconsciamente.
(J. L. Borges)
Non vi può essere amicizia tra l’uomo e la donna. Vi può essere la passione,
l’ostilità, l’adorazione, l’amore, ma l’amicizia no. ( O. Wilde)
Non c’è vero amore al quale non si accompagni l’amicizia, non c’è vera amicizia
senza amore (S.
Kracauer)
Se non provi un desiderio erotico, l’amore è amicizia, simpatia. (S. Zecchi)
Secondo me ognuna di queste
affermazioni è totalmente vera e totalmente falsa. In verità trattasi di
opinioni personali dei vari autori, basate ritengo sulle loro esperienze
personali ovvero sulle donne che loro hanno incontrato, sui rapporti che con
loro hanno instaurato.
Come puoi essere assolutista
in un campo così ampio e variegato, soggettivo, come quello dei sentimenti in
genere? La verità non esiste, e se c'è è nel mezzo...forse. ed in ogni caso non mi
importa saperlo. però mi faceva piacere condividere le mie riflessioni.
P.S. tra ieri ed oggi ho ricevuto un paio di mail da due donne diversissime fra
loro, con parole dentro le quali c'è
racchiuso un mondo. quello appunto dell'amicizia, corrisposta al meglio, così
come è con voi.
Amicizia della quale non posso fare a meno, così come
dell'Amore.
L: "scusa lo sfogo...ma
so che tu capisci"....
N: "...non riuscirei a stare bene se non ti leggessi tutti i giorni ed
anche quando non ho il tempo materiale per rispondere....so che ci sei. E so
anche che se ho bisogno sei sempre pronto a darmi un tuo consiglio"
un baciotto a testa, per voi,
carissime Amiche.
giusto per completezza,
pubblico anche un paio di risposte che ho ricevuto.
Si è vero, gongolo a leggere
queste poche righe, ma non le condivido per
sbrodolarmi addosso. Io so
chi sono, so chi siete. Tuttavia i toni ed i contenuti
che mi avete trasmesso
in questi giorni sono realmente gratificanti.
Do tutto me
stesso nell'Amicizia e ricevo altrettanto. Ed è bello.
I: che belle queste parole!
davvero, ma non hai pensato che forse sei proprio
tu che "meriti"
anche l'amicizia delle donne? non tutti si pongono in maniera "
giusta e
corretta" come te.. comunque condivido le parole dell'amica che hai
riportato. ci sono dei giorni in cui le tue mail fanno veramente una grande
compagnia....
L: Leggo e sospiro...non sai
quanto mi faccia piacere e quanto io sia serena quando penso a te. Vero che amicizia tra uomo e
donna…è...per me particolare, molto particolare. Un sentimento che pochi
uomini provano...
Ma tu, non c'è di bisogno di
dirlo sei speciale: sempre pronto a dare un aiuto,
le parole
giuste al momento giusto, se c'è da "sgridare" non
ti tiri indietro, che altro dire? Sono stata fortunata ad averti
incontrato...ehehehe
servirà? non servirà? non lo so, ma se mai faremo sentire
massicciamente la nostra voce, mai questi fetenti ci ascolteranno.
Se ognuno di noi facesse girare il messaggio a 10 persone, e via
dicendo... gli romperemmo un poco le palle come minimo... ma
inoltrando anche la mail al FAI .... sarebbe un bel valore aggiunto
L'importante è che sia un messaggio breve, civile e firmato; le lettere
anonime lasciamole ai mafiosi.
Io ho scritto così:
Buongiorno, sentire in televisione la notizia relativa alla proposta avanzata
dall'assessore regionale Antonello Antinoro di privatizzare la Valle
dei Templi mi ha lasciato basito.
Spero vivamente che non si dia seguito a questo proposito che
servirebbe solo a cementificare ulteriormente il territorio a discapito
della salvaguardia delle bellezze naturali e storiche che offre il vs.
territorio.
Saluti
E se non sai di che parlo, te lo spiego subito: "Valle dei templi ai privati" - Shock e polemiche in Sicilia "Privatizziamo la Valle dei templi". Per ora è poco più di un'idea, una
proposta shock che porta però la firma di chi gestisce la politica dei
beni culturali in Sicilia. Quella dell'assessore regionale Antonello
Antinoro, che ha già abbozzato una ampia relazione sul tema: finirà
presto sul tavolo della giunta Lombardo. Un'iniziativa annunciata ieri
e che ha già scatenato un vespaio di polemiche. Raccogliendo, per ora,
solo dissensi. "Per rendere il più possibile redditizia la gestione dei
beni culturali in Sicilia dobbiamo affidare a un privato di qualità il
pacchetto completo di un sito turistico per trent'anni. Penso ad
esempio alla Valle dei Templi o al teatro greco di Siracusa", afferma
Antinoro, uno degli uomini forti dell'Udc di Cuffaro in Sicilia,
trentamila voti alle ultime regionali. Al piano l'assessore sta
lavorando con Adele Mormino, il suo capo di gabinetto che è anche il
sovrintendente dei beni culturali di Palermo. "In cambio della gestione
del nostro patrimonio artistico - dice Antinoro - i privati dovranno
garantirci un canone fisso e alcune opere da realizzare nell'indotto.
Penso alle strade
o a un certo numero di
alberghi. Nel caso della Valle dei templi potremmo chiedere ai
privati di migliorare la strada statale Palermo-Agrigento e un eliporto". Ma non si ferma qui, l'assessore. E, in un'intervista rilasciata a un
sito internet allunga la lista dei monumenti da privatizzare:
"Potrebbero essere inseriti anche il teatro antico di Taormina,
Selinunte o la Cappella Palatina. Ma l'elenco dei siti dovrà essere
concordato con l'assessorato regionale al Turismo". Antinoro aggiunge:
"Potremmo affidare a privati anche gruppi di opere, in cambio della
realizzazione di un museo per ospitarle in Sicilia". È una proposta che riapre nel modo meno atteso il dibattito attorno
alla Valle dei templi, sito visitato ogni anno da 700 mila turisti,
considerato patrimonio dell'umanità dall'Unesco ma indicato da anni, a
torto a ragione, come uno dei simboli dell'aggressione del cemento alle
bellezze monumentali del Paese. E salito alla ribalta, di recente, per
piccoli e grandi disservizi. L'anno scorso, di questi tempi,
l'irrigidimento burocratico dei custodi - che negarono l'ingresso a 38
bimbi stranieri perché il biglietto gratuito era previsto solo per i
minori appartenenti all'Ue - fece gridare al razzismo il mondo
politico, senza distinzione di bandiera. In Sicilia capita non di rado che i turisti si trovino di fronte ai
cancelli dei monumenti chiusi, specialmente di domenica o nei giorni
festivi. Ma è la privatizzazione la soluzione alle difficoltà di
gestione? Non ci crede Rosalia Camerata Scovazzo, presidente dell'ente
che controlla il Parco dei templi. Nasconde a fatica l'imbarazzo per
non essere stata neppure avvertita dell'iniziativa del governo
regionale. Ma, nel corso di un sopralluogo al tempio di Giunone, lascia
intendere il suo pensiero. "Voglio vedere il provvedimento prima di
fornire una valutazione chiara - afferma la Camerata Scovazzo - Ma una
cosa è certa: la tutela dei beni culturali non può essere oggetto di
delega, da parte di un'amministrazione pubblica". E ovviamente
l'iniziativa ha già scatenato una battaglia politica. Con il Pd siciliano pronto a dirsi "inorridito": "È un paradosso che
nella regione che ha il più altro numero di dipendenti, oltre
ventimila, si pensi di affidare i beni pubblici a soggetti privati",
dice Filippo Panarello, vicepresidente della commissione Beni culturali
dell'Assemblea regionale. Panarello invita a "combattere sprechi e
clientelismi, per mettere in piedi un credibile piano di fruizione dei
beni culturali che deve prevedere orari di apertura più ampi, anche nei
giorni festivi". D'accordo il collega di partito Mario Bonomo:
"Quest'idea di provare a fare cassa in tutti i modi, di trasformare in
business anche la nostra stessa memoria fa semplicemente inorridire".
Come sempre quando uno esprime un parere che
va contro al "sentire popolare" circa divieti e rispetto delle regole,
si becca del perbenista, del moralizzatore e via dicendo, per cui so
bene che il mio commento mi attirerà gli strali degli altri lettori.
Resto della mia idea, non è obbligatorio bere o farsi una canna prima
di salire un'auto. Che sia un aperitivo oppure un grappino, il problema
principale credo sia la scarsa percezione del reale effetto dell'alcol
in ognuno di noi, senza contare che un grappino in una persona di 120
kg. forse ha un effetto diverso che in una persona di 65 kg. Ci sono
forti bevitori che "reggono" bene anche più bicchieri, altri che magari
trascinati dagli amici bevono e dopo un prosecco partono per la
tangente; può il legislatore calibrare una legge adatta ad ognuno di
noi? No, non può quindi l'unica è fissare dei limiti restrittivi per
molti e giusti per alcuni. Ho visto (e letto) con attenzione alcuni servizi, anche su 4R dove si
vedeva il reale effetto dell'alcol sui guidatori. Seppur mi ritenga una
persona attenta a ciò che accade, certe reazioni abbinate ad un consumo
di alcol non esagerato, mi hanno dato da pensare ed ecco che accettare
di evitare di bere prima di di guidare, non mi è sembrato un peso
insostenibile o una privazione incredibile della libertà personale. C'è
di peggio. I vari lettori, basano le loro osservazioni su questo loro modo di essere, ma
di fatto sopravvalutano, secondo me, la capacità di libero arbitrio (ed
anche l'intelligenza in taluni casi) del genere umano e degli italiani
in genere.
Solo la fermezza, il rigore, possono forse nel tempo modificare gli
errati e pericolosi comportamenti di parte della popolazione.
Ricordiamoci che abitiamo in un paese dove "fregare" le istituzioni,
aggirare norme e divieti, è quasi un vanto. Non c'è rispetto per lo
stato, per la società civile, per l'altro. Francamente se il dover
rinunciare al vino quando esco a cena mi garantisce di non incontrare
un ubriaco che passa con il rosso e mi accoppa, francamente è un prezzo
che ritengo di poter pagare. Un lettore di Quattroruote ha citato due episodi sicuramente
tragici, nei quali i conducenti si sono suicidati; uno perchè
handicappato e quindi ritirandogli la patente lo si privava di fatto
della mobilità necessaria e l'altro, un autista portavalori, che temeva
di perdere il lavoro.
In merito a questi episodi, sicuramente la persona con
handicap fisico, che senza auto era totalmente limitata, meritava una
certa discrezione da parte della giustizia; tuttavia vedendo spesso
decisioni incomprensibili che permettono a gente che ha ucciso al
volante, per ubriachezza, e torna a guidare senza aver scontato nulla,
nè penalmente nè moralmente, mi fa capire che la giustizia spesso è
cieca ed altrettanto spesso chiude un occhio, solo che lo fa con i
soggetti sbagliati. Quindi forse è più il caso di prendersela con chi
applica la legge con criteri diversi piuttosto che con i limiti, che
sulla carta sono uguali per tutti. Per il 27enne che si è sparato per il timore di perdere il lavoro, con
tutto il rispetto possibile per la famiglia, mi vien da pensare che i
problemi del ragazzo fossero altri, come minimo un'errata percezione
del problema. Se lui si è sparato per una patente ritirata cose
dovrebbe fare la persona che perde realmente il lavoro a 45 anni
trovandosi fuori dal mercato del lavoro e con figli a carico?
Certamente non è contento nessuno che un'infrazione stradale, più o
meno grave, si concluda con un esito così tragico e definitivo, però
qui la causa non è stata "il divieto", ma il fatto fatto di averlo
violato e di non aver saputo poi gestire gli eventi. Il punto focale della questione, non credo debba essere il limite più o
meno alto di alcol, ma il fatto che non vi siano nè equità delle pene
nè la certezza delle stesse. Ed in un Paese dove un giudice ci mette 8
anni per "non scrivere" una sentenza di mafia, permettendo ad elementi
pericolosissimi della criminalità organizzata di uscire dal carcere con
uno sorriso di scherno che colpisce allo stomaco tutti noi, ecco nello
stesso Paese vedere patenti ritirate per la violazione di un limite di
velocità assurdo o per "un aperitivo", questo si che fa veramente
"inc....".
E questo malcontento innesca poi l'insofferenza per ogni limite, "a
prescindere" dal fatto che sia equo o meno, dato che il cittadino di
sentirà vessato delle istituzioni. Vorrei integrare il mio commento iniziale; ho avuto un poco di tempo ed
approfondito l'argomento relativo ai famigerati limiti di alcol nel
sangue. Dal sito della Polizia leggo che "Peso, sesso ed età
influenzano il metabolismo dell'alcol e possono quindi anche essere
determinanti nel raggiungimento o meno del limite previsto dalla legge.
E' comunque provato che 12 grammi di alcol – che comportano una
concentrazione di 0,2 grammi di alcol nel sangue in una persona di
circa 60 chili di peso a stomaco pieno - corrispondono in linea di
massima a: 1 bicchiere da 125 ml di vino oppure 1 lattina da 330 ml di
birra oppure 1 bicchierino da 40 ml di superalcolico oppure 1 bicchiere
da 80 ml di aperitivo. Detto questo, se la matematica non è un'opinione, una persona di circa
60 chili a stomaco pieno deve bere 2 aperitivi (0,2 grammi x 2 = 0,4)
per sforare il limite oppure 2 birre e via dicendo; se tanto mi dà
tanto, una persona da 80 kg. dovrebbe rientrare tranquillamente nel
limite con SOLO 2 bicchieri di vino. Bè resto dell'idea che si fa prima
a non bere, tuttavia 2 bicchieri di vino a cena o due birre, mi pare
possano essere sufficienti per gustare la cena, senza che vi sia una
pesante interferenza alla libertà personale. O no? Per quanto riguarda il test di Striscia con il colluttorio (ovviamente
alcolico, ma ci sono anche senza alcol se è per questo) ritengo che
qualsiasi test fatto con una certa malizia possa portare ad un
risultato comodo per fare sensazione. Perchè in realtà le cose
potrebbero non stare proprio così, almeno secondo le prove effettuate
da un mensile di settore; in effetti fra coloro che hanno eseguito la
prova del palloncino dopo aver fatto gli sciacqui con il collutorio
Listerine e Tantum Verde vede l’alcolemia che nel primo caso si assesta
a 0,37 gr/l che divengono 0,17gr/l nel secondo caso,
Ma c’è un ma, dopo un quarto d’ora dall’utilizzo di queste sostanze con
l’etilometro ufficiale i livelli di alcol sono allo zero, infatti, il
colluttorio ha una quantità di alcol così ridotta da non determinare
alcunché, stessa cosa si presenta dopo mezz’ora dall’assunzione,
nessuna traccia nel sangue.
All’apparenza i colluttori che hanno una modesta quantità di alcol
potrebbero far pensare all’eventualità di una positività
all’etilometro, ma ciò non accade in quanto i colluttori non vanno
bevuti ma usati per sciacqui orale e dunque l’alcol non viene
assorbito, tant’è che, al massimo, un minimo di positività può
determinarsi immediatamente dopo l’utilizzo e per una piccola manciata
di minuti, passati i quali tutto torma alla normalità.
Questo è ciò che dichiara il dottore Fabrizio Colombo di Milano interpellato dalla rivista di cui sopra.. In ogni caso navigando un poco per documentarmi sull'argomento ho
trovato su un sito questa domanda da parte di un navigatore: "Fregare
l'etilometro...Con quali medicinali si riesce ad abbassare il valore
del tasso alcolico? " Credo che il pensiero che ci sia gente interessata ad utilizzare
medicinali (!) per poter bere ed ovviamente guidare, evitando le
sanzioni in caso di controllo, la dica molto lunga sulla reale capacità
intellettiva di certe persone. E dubito fortemente che abbia chiesto
per pura curiosità...
Facendo riferimentio ad alcune opinioni contrastanti lette sul Blog di 4ruote, racconto la mia esperienza in merito.
Circa la qualità dei carburanti "no logo", credo che come in tutte le
cose la differenza la faccia il "gestore/proprietario"; nel mio lavoro
ho a che fare con grosse aziende, supercertificate, che fanno di quei
pasticci incredibili ed altre realtà produttive, aziende medio-piccole
che al contrario sono precise sotto ogni aspetto. La differenza è nel
manico. Alcuni anni fa ho avuto grossi problemi dopo un rifornimento di
gasolio ad un distributore di "marca" e non ne ho mai avuti presso
alcune compagnie "no logo" o comunque di importanza minore. Dato che, a
quanto pare, la differenza di prezzo non dipende dalla qualità del
prodotto, ma dalla Compagnia, dalla sua politica di vendita, più o meno
aggressiva, da costi di marketing, da situazioni di "monopolio e/o di
cartello" con quella che "dovrebbe" essere la concorrenza e non ultimo
dal carico fiscale, va da sè che la reale differenza qualitativa la fa
il gestore del distributore. Puoi avere la migliore qualità di gasolio
possibile, ma se poi, per dolo o scarsa manutenzione, lo allunghi con
l'acqua, poco da fare. Sarebbe utile se, senza sterili polemiche,
dicesse la sua qualche gestore, sia no logo che "ufficiale".
Vi copio la lettera inviata a Quattroruote e pubblicata nel Blog del Direttore ove troverete anche i commenti di numerosi lettori. Se quancluno vuole dire la sua....
Buongiorno Direttore,
le scrivo facendo riferimento ai recenti articoli apparsi sulla stampa
sui distributori "no logo" e dei quali l'esistenza era nota,
soprattutto agli automobilisti più attenti. Leggendo le interviste ai
proprietari di queste pompe, appare chiaro che uno dei fattori di
risparmio sia l'assenza di costi di marketing, ragion per cui mi sono
posto, non per la prima volta, una domanda precisa che girerei a Lei ed
agli altri lettori se ritiene sia il caso: come scegliamo il
distributore da cui rifornirci? Il primo che capita, la simpatia del
gestore, il prezzo, che cosa ci fa fermare "lì piuttosto che là"?
Soprattutto considerando che vi sono zone con distributori a 200 metri
l'uno dall'altro.
Gradirei capire, ma dubito che le Compagnie vogliano rispondere, se il
bombardamento di spot tv, che ritengo onerosi, oltre che alla gestione
delle varie raccolte punti, con relativi premi, non contribuiscano ad
alzare in maniera significativa i costi senza peraltro garantire un
adeguato ritorno di clienti.
Sicuramente il petrolio è più caro, i costi di trasporto del
carburante, si, vi saranno costi che non è possibile tagliare, tuttavia
a fronte del recente martellamento TV di alcuni marchi, io da loro non
faccio benzina.
Parlo di me, per l'auto a benzina, ho la Carta carburante aziendale,
tuttavia non mi reco nei distributori della compagnia che ha emesso la
carta (Shell) in quanto molto cara, per cui preferisco servirmi in un
distributore Esso self posto a circa 2 km. che peraltro offre un prezzo
di alcuni centesimi inferiore rispetto ad un altro Esso self che si
trova ad un centinaio di metri dall'azienda.
Ed anche questa è una cosa da capire. Stessa compagnia, stessa modalità
self e la differenza di 3-4 cent/litro?
Per l'altra auto, a gasolio, attualmente utilizzo l'Agip, accumulando
punti da convertire poi in uno sconto; altra domanda: non si farebbe
prima a riconoscere uno sconto immediato al cliente in possesso della
Tessera Fedeltà? Per me sarebbe un incentivo, a rifornirmi "a
prescindere" alla Agip che, notoriamente è fra le più care, in quanto
il vantaggio sarebbe immediato e compenserebbe il prezzo più caro,
evitandomi però la ricerca di un distributore più economico.
Attualmente vado all'Agip, ma solo perchè ho avuto la fortuna di
trovare un distributore, sul percorso casa-ufficio che offre prezzi
migliori ad altri con medesimo marchio; se così non fosse, non lo
farei. Quindi la Fedeltà al distributore/compagnia, per me non esiste.
Conta il miglior prezzo.
Ieri sera...
una piacevole cenetta con l'amico Hyeronimus Bosch, in visita a Milano per un corso di aggiornamento.Saluta tutti, Bloggers, Simpatizzanti ed Affini....
in sintesi, il w-e lungo di 3
giorni a Venezia era il mio regalo di anniversario di matrimonio a Ro, che ci
teneva ad andare a Venezia ed ovviamente
è stata felicissima...
1° maggio, chiusura valigie. Io: hai preso tutto? SI! Posso chiudere? SI, CERTO! - OK, partenza, tempo
bello, strada quasi libera, solo una coda di 30 minuti a Mestre.. poi altri 30
minuti per trovare il posto causa deviazione stradale x lavori che ha mandato
in palla il gps e finalmente si arriva, il tempo è splendido. A Ro intanto è arrivato il mal di testa
quasi dalla partenza. capita e capita spesso a noi, ne soffriamo. si
arriva, ci si sistema, apro la valigia e le chiedo: ma dov'è il tuo beauty
case? Mi guarda! Occhi pensosi e poi sbarrati! Noooo, l'ho
dimenticato a casa, l'ho lasciato in bagno. BRAVA! Ed il problema di non
avere "trucchi, creme, spazzola ed altro" è superato dal fatto che aveva messo lì le sue punture INDISPENSABILI per curare le emicrania
devastanti, ovvero ha fatto il bis di
Capodanno ove siamo stati costretti a rientrare al 31 mattina causa emicrania
fulminante (unita all'influenza, questa volta). Il dolore è forte, prende
l'antiffiammatorio che uso io, ma le fa il solletico, lo prende ancora un paio
di volte ed il mal di testa non le passa di certo, in compenso le viene mal di
stomaco, nausea e vomito. Segue una notte da schifo, una mattina uguale, sta
malissimo. Alla fine le dico: guarda che
qua non se ne esce, bisogna tornare a casa. Disperazione, un piantino, ipotesi
varie (se, ma, però....); fortunatamente mi fanno pagare solo una notte. Al parcheggio ho rinunciato al buono per i due giorni non goduti pur di partire
subito ed ho fatto bene (tralascio i dettagli, ma fidatevi, ho fatto bene)
il rientro è filato via bene come traffico, lei stava da cani. Arrivati a casa, puntura e via a
letto. Più tardi è riuscita a bere un tè caldo senza "tirare su"
tutto e piano piano tutto ok. A seguire un ulteriore attacco sabato notte,
stroncato sul nascere. e questo è quanto.
Nei giorni scorsi ho inviato
una lettera al Blog del Direttore di Quattroruote che poi ha pubblicato online.
Ve la copio in modo che sappiate di cosa sto parlando. A seguire ho trovato un
commento che mi tira in balla, con nome e cognome, per cui mi sono sentito in
obbligo di rispondere. Copio quindi la risposta del lettore che nel rispetto
della privacy citerò solo con le iniziali e successivamente la mia risposta.
Buongiorno,
ho letto la notizia circa lo Scout, in uso a Bologna e vorrei comunicarle il
mio pensiero in merito. La notizia mi fa molto piacere, in quanto faccio parte di quella schiera di
automobilisti che cerca di muoversi nel rispetto del codice e degli altri
automobilisti. Se si dotassero i vigili anche di quei terminali "pos" per poter fare
il pagamento immediato della multa, mediante bancomat o carta di credito,
eviteremmo ulteriore carico burocratico, multe che vanno e vengono, costi
accessori di notifica (in genere 11 € per cosa? per spedire una busta?) e
ricorsi inesistenti che alla fine, vuoi per lentezza degli apparati giudiziari,
vuoi per valutazioni del giudice o prefetto, alla fine nessuno paga, meno che
mai chi ha torto. E chi parcheggia in seconda fila, al 99% ha torto. Ho verificato personalmente,
che in molte zone di Milano la gente parcheggia in seconda fila anche quando
c'è posto ovvero per comodità pura (due manovre per parcheggiare, probabilmente
uccidono....) o per evitare il pagamento del "grattino" il che la
dice lunga: meglio rischiare una multa per sosta in doppia fila piuttosto che
pagare € 1,20/ora. Credo inoltre che sia chiaro a tutti che quello in seconda fila, blocca un
posto libero per parcheggiare, impedendo di fatto la manovra per parcheggiare
regolarmente. e tutte queste auto in seconda (e talvolta terza) fila,
rallentano in maniera esagerata il traffico. Capita quasi ogni giorno,
rientrando a casa, che in viale Jenner vi siano code lunghissime, nervosismo, e
poi scopri il perchè; un "furbino" in seconda fila, magari su un
angolo (così complica pure la svolta). Senza la sosta in seconda fila, credo
che il traffico avrebbe notevoli vantaggi e quindi anche l'inquinamento. Vi sono zone di Milano, Viale Monza, Via Padova, Viale Jenner, dove la seconda
fila è consuetudine. Mi chiedo spesso cosa succederebbe se una coppia di vigili
in moto, passasse su e giù dalle 7 alle 19 e multasse, in maniera inflessibile,
tutti coloro che sostano in seconda fila, meglio ancora se dotati dello Scout.
Tolleranza zero con questi ed un invito, perentorio, a spostarsi alle auto con
conducente a bordo. Non abito a Milano da circa 10 anni, ma lavoro ancora qua,
abito in provincia (Ovest) e lavoro a Milano (Est), per cui attraverso la città
ogni giorno, mi muovo per i fatti miei al sabato e non ho MAI parcheggiato in
seconda fila; capiterà forse tre volta all'anno una fermata in seconda fila con
conseguente avviso alla moglie: se dò fastidio mi sposto, per cui se non mi
vedi aspetta qui.
Si certo, si usa l'alibi della difficoltà di parcheggio, che effettivamente
c'è, ma è anche vero che non è obbligatorio recarsi in auto in centro, che non
lo ordina il dottore di parcheggiare esattamente davanti alla meta, anzi, un
parcheggio a qualche centinaio di metri magari ci costringe a camminare un
poco, vista la vita sedentaria che facciamo. Basta ai cosiddetti
"vicinisti", fate un giro dell'isolato ed il posto si trova. E basta
a coloro che pretendono di muoversi per la città con SW da 5 metri. Hai voluto
la macchina lunga? E mo te la gestisci, senza imporre agli altri la tua scelta,
parcheggiando dove capita.
Per una scelta personale, legata appunto alle difficoltà di parcheggio, al
tentativo di fare la mia parte inquinando il meno possibile, con uno sforzo
economico lo scorso anno abbiamo preso una Smart, a benzina, per evitare le
PM10 & C. Siamo in due, niente figli, un'auto più grossa l'abbiamo (una
monovolume) ma è usata per spostamenti precisi ovvero nei giorni in cui devo
fare solo "casa-ufficio-casa". Il venerdì, giorno in cui so di dover
girare per Milano per lavoro, uso la Smart, con la quale facciamo la spesa al
super (4 borse piene, senza problemi) e per le vacanze.
P.S. da circa 4 anni entrambe le auto di Famiglia sono ad ImpattoZero. Per cui,
apprezzo e sostengo il vs. impegno in tal senso.
Sono contento che il signor Paolo Massarenti si possa permettere di essere
all’avanguardia con le auto che possiede in fatto di emissioni, dimensioni
ecc., ma tenga presente che parecchie famiglie non arrivano a fine mese e,
avendo probabilmente una vecchia auto, devono subire anche i balzelli ecopass,
bollo maggiorato ecc.. A parte questo forse per lui insignificante aspetto,
dico che con tutte le tasse che paghiamo sull’auto, avremmo diritto a km
quadrati di parcheggio gratis! Invece i nostri politici/amministratori, oltre
a, diciamo così per evitare di usare altri termini, disperdere i nostri soldi
in mille rivoli, quando c’è un problema, anziché affrontarlo direttamente e
risolverlo, prendono vie traverse. Così si scopre che per ‘risolvere’ il
problema della carenza dei parcheggi, anziché costruirne di nuovi (soluzione
logica e diretta), limitano l’uso (grattini, spazi residenti ecc.) di quelli
che già ci sono. E così, purtroppo, per molti altri problemi. I miei più
sinceri complimenti a lor signori.
commento inviato da M.M.
Chiedo scusa agli altri lettori, non vorrei usare queste pagine per fare
polemica, tuttavia il Signor Maurizio M. mi tira in ballo, per cui mi vedo
costretto a rispondere. Credo che il signor M. farebbe meglio a "prendersela" con chi compra
auto di grossa cilindrata, che costano decine di migliaia di € e poi piuttosto
che pagare un "grattino" oppure andare in un parcheggio a pagamento
(in centro ci sono, a caro prezzo, ma ci sono), scelgono di parcheggiare in
seconda fila, danneggiando gli altri automobilisti. Forse nella fretta di fare una sterile polemica, ha dimenticato un altro
passaggio, dove dicevo che con "uno sforzo economico" ho comprato una
Smart. Scelta personale, che non impongo di certo al resto del mondo, era solo
una spiegazione circa il mio modo di vedere ed agire; in ogni caso credo che
non sia il caso di rispondere alla mia lettera mettendo in campo le
dichiarazioni dei redditi ed i problemi del "fine mese".
Il Sig. M. forse dovrebbe essere contento che ci sia qualcuno che (a cuor
leggero oppure tagliando su altre spese) investa dei soldi in un'auto come la
Smart, piuttosto che in una station wagon, lasciando a lui più spazio per
parcheggiare; la Smart è un'utilitaria, cara forse, ma alla fine costa come una
Fiat 500 accessoriata. L'altra auto è una Corolla Verso, diesel, Euro 3 con
100.000 km. e che dovrà durare ancora a lungo, anche perchè
"l'avanguardia" sarebbe per me possedere un auto ibrida che non mi
posso permettere.
Spesso quando guardo i vari Cayenne, Audi, suv di medie e grandi dimensioni, e
le famose "familairi" che uso quale termine di riferimento, tutte
auto piuttosto care rispetto allo stipendio medio della persone che lottano con
il "fine mese", che arrancano nel traffico, alla mia stessa velocità,
inquinando il triplo, e con una sola persona a bordo, mi chiedo se non sarebbe
meglio se avessero investito una percentuale del loro budget automobilistico in
una piccola utilitaria, utilizzando il "macchinone" solo quando
serve. Perchè resto dell'idea che la macchina, grossa, potente, veloce,
lussuosa, sarà anche uno status symbol (logica che non mi appartiene), però in
città rompono solo le scatole a noi e non danno nessun vantaggio ai
proprietari. A prescindere da tutto ciò, la base del mio intervento è l'inciviltà del
parcheggio in seconda fila. Non c'entrano le tasse sull'auto (che pago
anch'io), annessi e connessi. Chi parcheggia in seconda fila non lo fa per una
lotta di classe, perchè "costretto" dalla mancanza di parcheggi, lo
fa per sua comodità e per disprezzo delle regole di una società civile. Libertà
è fare ciò che si vuole senza danneggiare l'altro. Nel momento in cui una persona parcheggia in seconda fila, danneggia me, il
signor M. e tutti gli altri. Rallenta il traffico, di conseguenza l'inquinamento
si impenna, fa perdere tempo, ed alla fine gli amministratori si basano anche
su questi elementi per imporre ulteriori balzelli ed ecopass. Resto della mia
idea, quando andate in giro, analizzate il traffico, valutate se un ingorgo ci
sarebbe stato senza quell'auto in seconda fila che obbliga gli altri a deviare,
a tagliare la strada, che impedisce una svolta bloccando un incrocio. Valutate anche ciò che disse una volta in comandante dei VVFF di Milano. Che
spesso chi mette un'auto in seconda fila, pensa: "tanto un'altra auto ci
passa". Si certo, ma se deve passare un camion dei pompieri, un'ambulanza? Parcheggiare in modo corretto non risolve i problemi, che sicuramente ci sono,
però sicuramente non danneggerebbe nessuno un comportamento civile e rispettoso;
concordo infine sul fatto che gli amministratori locali, siano spesso
inefficienti, ma è anche vero che è difficile capire la logica del traffico,
quando basta un lampeggiante blu sul tetto per evitare file ed ingorghi. Un'ultima cosa, che fa riferimento ad un altro commento che ho letto. Non si è
costretti a parcheggiare in seconda file, è più comodo. Mi chiedo però se
questi automobilisti manterrebbero la stessa abitudine se la multa arrivasse
inesorabile. Può essere che questo automobilista si comporti così perchè tanto
rischia poco? E considerando che la maggior parte delle volte che il
malcapitato imbottigliato (anche per delle ore) osa protestare, se è fortunato
si sente dire "sono qui da 10 minuti" (che comunque sono 10 minuti
del "mio tempo" che stai usando) oppure viene aggredito a male
parole. L'incivile in genere lo è quando parcheggia ed anche quando apre bocca.
Attenzione, non generalizzo, ci sono persone che parcheggiano veramente per
pochi minuti, magari hanno anche un buon motivo, un urgenza, ma a fronte di un
comportamento poco educato, hanno in realtà la consapevolezza e sono pronte a
spostarsi se il mezzo intralcia ed a scusarsi, persino. Se parcheggi in seconda
fila davanti ad una farmacia, ci credo, poteva essere un'urgenza; se lo fai
davanti ad un bar, francamente credo che tu potessi anche fare qualche
centinaio di metri a piedi. All'estero ho visto un cartello di sosta vietata che recitava "non è
permessa la sosta, non per 5 minuti, non per 1 minuto". Incredibile,
nessuno parcheggiava lì. Forse il cartello era figlio di una municipalità
inflessibile? In compenso il traffico era scorrevole.... un caso, sicuramente.
…ovvero quando ho
letto questa negazione assoluta sul programma della lista “Per il bene Comune”,
di primo acchito ho pensato “ecco la solita utopia”. Fortunatamente come quasi
sempre mi accade quando sbatto contro qualcosa che non mi convince, ricordo di guardare
“oltre il dito” ed infatti sono andato sul web a sentire l’intervista di
Stefano Montanaro e capire cosa intendesse dire… non un semplice no
all’inceneritore, ma un “no, perché si può agire diversamente”… come? Ha fatto
un esempio parlando di San Francisco, della Nuova Zelanda e mi è scattato il
sorriso ironico.. ah, ecco, si parla di paesi stranieri… e poi mi parla di
Capannori, in Toscana e di altri comuni. Allora si può? Ci sono italiani che
riescono ad agire secondo il buonsenso ovvero per il bene comune? Non sono
solo, non siamo soli… Si lo so, sembro disfattista, ma sono al termine di una
serie di delusioni del “sistema italia” e dei suoi “furbi” concittadini. Il
fatto stesso che mi ponga domande, obiettivi, che cerchi di stimolare un miglioramento
del tessuto sociale e civile, anche scassando le balle ad amici e conoscenti,
tutto questo fa capire al lettore attento che sono stanco, ma non ancora
sconfitto. E come sempre
dopo l’abituale lunga premessa, ecco il succo del messaggio. Leggete l’allegato,
è lungo, è stato redatto dall’assessore all’ambiente di Capannoni. E’ un
positivo pugno nello stomaco, in quanto fa capire che si può non solo
migliorare, ma addirittura cambiare mentalità, cambiare lo stile di vita,
lasciare un mondo migliore ai nostri figli.
Paolo
A Capannori è iniziato il percorso verso i rifiuti zero entro il
2020 che rivoluzionerà non solo la modalità della raccolta dei rifiuti ma
cercherà di modificare comportamenti e stili di vita, per affermare una
nuova cultura fondata sulla partecipazione responsabile e consapevole dei
cittadini, per costruire un nuovo e più forte senso civico con l’obiettivo di
realizzare le condizioni per soddisfare i bisogni umani e sociali impiegando meno risorse, consumando meno
energia, riducendo le emissioni in atmosfera e producendo meno rifiuti.
L’obiettivo rifiuti zero oggi rappresenta una positiva
provocazione, una utopia, che ci costringe a muoverci, a vincere la pigrizia, a
non accontentarci dell’ordinaria amministrazione dell’esistente, ci sprona ad
andare avanti anche a piccoli passi, dritti, verso questo ambizioso traguardo
fissato davanti a noi, oggi così lontano, da sembrare irraggiungibile, ma che
passo dopo passo, consolidando i risultati già raggiunti e raggiungendone
nuovi, potremmo vederlo tra qualche anno molto più vicino, a portata di mano.
A livello internazionale molte città hanno assunto di marciare
verso “rifiuti zero” al 2020 attraverso la definizione di atti deliberativi e
concreti strumenti operativi volti a scoraggiare l’incremento dei rifiuti e la
messa a discarica e volti a favorire, oltre ad iniziative di generalizzata
estensione della raccolta differenziata, anche la “responsabilità estesa dei
produttori” con la quale coinvolgere fattivamente il “mondo produttivo”
nell’assunzione di “produzioni sempre più pulite ed in grado di “incorporare” i
costi ambientali delle merci prodotte.
Molte sono le città coinvolte in questo percorso in varie parti
del mondo quali la California (S. Francisco, Oakland, Santa Cruz, Berkley)
l’Australia (Camberra e la regione sud occidentale del Paese), della
Nuova Zelanda, del Canada (Nuova Scozia, Columbia Britannica), la città di
Buenos Aires, alcune città del Regno Unito. Con il Convegno del 24 Febbraio 2007 Il Comune di Capannori,
primo Comune italiano, ha aderito ufficialmente alla rete internazionale
“Rifiuti zero”.
Il futuro che vogliamo dovrà essere improntato ad una maggiore
sobrietà, questo significa modificare
il modo di progettare, di produrre, di distribuire e commercializzare prodotti
e servizi, rimettere in discussione comportamenti individuali e
sociali consolidati. Una delle barriere e delle difficoltà più difficili da
rimuovere per uno sviluppo sostenibile riguarda proprio il cambiamento
degli stili di vita e delle abitudini della famiglie. A Capannori abbiamo
iniziato un percorso estremamente interessante e sperimentale, un
progetto europeo denominato ECHO ACTION che mira al coinvolgimento volontario
di almeno 200 famiglie residenti sul nostro territorio per formare,
informare e promuovere azioni concrete e buone pratiche quotidiane per
perseguire il risparmio e l’efficienza energetica. Forniremo alle famiglie
anche un’offerta di soluzioni tecniche economiche per risparmiare energia e
produrla anche in proprio, organizzeremo corsi per educare ad un consumo critico che metta al bando i
prodotti “usa e getta” privilegiando prodotti durevoli con imballi facilmente
separabili e riciclabili in una ottica di risparmio di risorse e di energia,
per una minore produzione dei rifiuti. Sosteniamo e valorizziamo le
esperienze concrete dei gruppi di acquisto solidali, la filiera corta dei
prodotti per mettere in comunicazione diretta produttori e consumatori locali.
Già dal 27 maggio 2005 la Giunta ha deliberato di adottare,
primi in toscana, il metodo “GREEN
PUBLIC PROCUREMENT” (GPP) nelle procedure di acquisto di beni e servizi,
per indirizzare la scelta su prodotti e beni a ridotto impatto ambientale, meno
inquinanti, meno dannosi per la salute rispetto a prodotti tradizionali, in
modo da ridurre l’impatto delle diverse attività sull’ambiente e nel contempo
incrementare la domanda dei prodotti verdi per spingere le imprese a produrre
beni con migliori prestazioni ambientali.
Non è iscritto nell’ordine naturale
delle cose che la gigantesca montagna di rifiuti che produciamo ogni anno debba
continuare a crescere all’infinito così come è stato nella nostra regione negli
ultimi 10 anni. Penso che sia possibile lavorare per fermare questa crescita e
che sia possibile anche iniziare a lavorare, non solo per ridurla, ma
anche per modificarne la composizione merceologica al fine di favorire
strategie di raccolta differenziata, recupero, riutilizzo e riciclaggio. Come possiamo fare? Costruire tante buone pratiche che prese singolarmente
possono apparire anche limitate e ininfluenti ma insieme invece danno risultati
sorprendenti e positivi.
Il compostaggio domestico per esempio
rappresenta una di queste buone pratiche, circa 1600 famiglie capannoresi lo
praticano e per questo già da quest’anno usufruiranno di una riduzione del 10%
della TIA. La campagna che inizierà a breve per eliminare l’acqua minerale
nelle mense scolastiche sostituendola con l’acqua dell’acquedotto pubblico
(85.000 bottiglie di plastica in un anno scolastico), la valorizzazione delle
fonti attraverso la realizzazione della via dell’acqua e del parco dell’acqua
per promuove l’uso delle acque delle fonti pubbliche del capannorese. Entro
maggio sarà in funzione il primo distributore di latte fresco di alta qualità
che, saltando ogni intermediazione, viene fornito direttamente dall’allevatore
appena munto, al consumatore attraverso un distributore automatico situato a
poche centinaia di metri dalla stalla.
Nell’ambito di questo percorso “Verso
Rifiuti Zero”, abbiamo tracciato con la necessaria gradualità, gli obiettivi,
le tappe intermedie, le modalità e stabilito i tempi della transizione
dal sistema ordinario e tradizionale di gestione dei rifiuti al nuovo sistema
che si fonda sulla raccolta porta a porta, sulla differenziazione
spinta e sul recupero e riciclaggio di quanta più materia possibile. Un percorso che è iniziato Il primo
febbraio del 2005 con il progetto pilota di raccolta differenziata “porta a
porta” nella frazione di Guamo.
Il “porta a porta”
non rappresenta per noi una modalità integrativa al sistema tradizionale di
gestione dei rifiuti ma un
passaggio, progressivo , da un sistema consolidato e dominante su quasi tutto
il territorio nazionale ad un sistema altro, alternativo, radicalmente diverso
che investe sulla fiducia e sulle braccia degli uomini e delle donne, sulla
loro intelligenza, sul loro senso di responsabilità e su alti livelli di
partecipazione. In definitiva questo sistema sarà IL SISTEMA, sarà il futuro di
Capannori.
Dopo un anno di sperimentazione con un progetto pilota nella
frazione di Guamo, abbiamo deciso di imprimere alla nostra azione una grande
accelerazione, il 1 febbraio 2006, siamo partiti estendendo il sistema nelle
due frazioni più popolose del Comune: Marlia e Lammari, circa 10.000 abitanti,
610 utenze non domestiche, industriali, artigianali, commerciali, servizi, il 23% della popolazione complessiva del
Comune.
Una scommessa difficile, una scommessa vinta alla grande perché
abbiamo consolidato l’82,20% di raccolta
differenziata nelle due frazioni interessate, un record inaspettato
che dimostra l’elevato livello di gradimento e di consenso raggiunto dal
sistema adottato. I dati più significativi sono che in 11 mesi, dal 1 febbraio al
31 dicembre 2006, a livello complessivo dell’intero territorio comunale, abbiamo ottenuto una riduzione dei rifiuti
indifferenziati conferiti in discarica di 4.363.000 kg (23% del totale)
e sono stati avviati al riciclaggio con grandi benefici economici, ambientali
ed energetici che vanno ampiamente a compensare i maggiori costi della raccolta
porta a porta.
Altro dato importante è che da sempre, anche nel nostro comune,
la montagna dei rifiuti prodotti è sempre cresciuta, quest’anno per la prima
volta abbiamo ottenuto al 31 dicembre una flessione complessiva del 2,5%. Infine, altro dato significativo: sono bastati 11 mesi di
porta a porta con il 23% della popolazione complessiva del nostro comune
coinvolta, per far schizzare in alto la percentuale di raccolta differenziata
dal 37% del 31 dicembre 2005 al 48% al 31 dicembre 2006
(+11%). Aggiungendo a questi gli altri 4 mila abitanti che si sono aggiunti a
partire dal 6 novembre 2006 nelle frazioni interessate dall’estensione, in un
solo mese abbiamo fatto un ulteriore salto del 4% .
A gennaio 2007 abbiamo raggiunto il 52,5% di RD
sull’intero comune, al 31 marzo 2007 siamo al 54% , l’82% dato consolidato in un anno nelle
frazioni di Lammari e Marlia e 83% nelle nuove zone di estensione. Questi risultati sono stati raggiunti in solo
12 mesi. La nostra esperienza dimostra che il porta a porta si
può fare dappertutto, nelle zone più urbanizzate come Marlia, nelle zone
rurali a grande dispersione abitativa, nelle zone collinari come ad esempio
Vorno. Ma non ci fermeremo qui, con il
2007 porteremo avanti una grande estensione nell’area centrale del Comune
raddoppiando il numero complessivo degli abitanti coinvolti dal porta a porta
con l’obiettivo di raggiungere entro il 31 dicembre 2007 il 60% di RD. Nel 2008
vogliamo completare l’opera e superare il traguardo del 70% di raccolta
differenziata per iniziare a sperimentare una TIA calibrata sulla produzione
effettiva di rifiuti per ogni singola utenza, affermando un principio di equità
secondo il quale chi produce più rifiuti più paga e di conseguenza i cittadini
virtuosi e responsabili potranno risparmiare. In questa fase di transizione
comunque sono già previsti sgravi legati al risultato di RD per ogni frazione;
i cittadini di Marlia e Lammari che hanno superato l’80% nel 2006 usufruiranno
per questo anno, una riduzione della parte variabile della TIA del 20%.
Il consenso popolare è stato la chiave di questo successo,
l’aver investito tanto in termini di risorse umane, finanziarie e di tempo, per
spiegare “porta a porta” le modalità organizzative del nuovo sistema, l’aver
organizzato decine di assemblee nei bar, nelle parrocchie, l’aver coinvolto,
nella campagna informativa e nella distribuzione dei contenitori per la
raccolta, le associazioni di volontariato presenti sul territorio delle
frazioni, ha fatto percepire la trasformazione radicale del sistema di
raccolta, non come un qualcosa calato dall’alto, imposto da ragioni politiche e
attraverso la forza di un’ordinanza, ma come un cambiamento che nasce e si
organizza anche grazie al contributo e la partecipazione attiva di pezzi
rappresentativi delle comunità stesse.
Il consenso è essenziale perché la raccolta differenziata “porta
a porta” entra in ogni casa, meglio in ogni cucina, chiede a tutti di cambiare
qualcosa nel proprio atteggiamento nei confronti dei rifiuti domestici, chiede
di modificare comportamenti individuali e familiari consolidati da anni,
necessita di una piccola rivoluzione culturale.
Cosa da in cambio? Tanto. Libera finalmente spazi pubblici, vie
e piazze dal degrado dei cassonetti spesso sommersi da rifiuti abbandonati e
sparpagliati dappertutto, ci restituisce un po’ di decoro urbano, costruisce
nuovi posti di lavoro, ci rende un po’ più civili e consapevoli, pone fine alla
deresponsabilizzazione insita nel sistema usa e getta, costruisce senso civico
responsabilizza e ci rende tutti un po’ più civili.
SCHEDA:
COMUNE DI CAPANNORI: popolazione
45.000 abitanti, 40 frazioni
Azienda: ASCIT SpA servizi ambientali; Presidente Dott. CARLO
PIEROTTI
Direttore Ing. Lorenzo Matteucci, Responsabile Raccolta
Differenziata Alessandro Bianchi
FRAZIONI COINVOLTE:
GUAMO dal 1 febbraio 2005
LAMMARI e MARLIA dal 1 febbraio 2006
GUAMO ZONA INDUSTRIALE, COSELLI, BADIA
DI CANTIGNANO, VORNO, VERCIANO dal 6 novembre 2006
TOTALE NUMERO ABITANTI COINVOLTI 14.000
NUMERO FAMIGLIE 5280
UTENZE NON DOMESTICHE (artigianato,
commercio, industrie e servizi) 910
PERCENTUALE POPOLAZIONE COMPLESSIVA 32%
Sistema di raccolta a domicilio, integrale, senza cassonetti per
nessuna tipologia di rifiuto filo strada.
Tipologia di rifiuti raccolti in modo differenziato: Carta e
cartone, multimateriale (vetro, plastiche, tetrapak, barattoli in metallo,
scatolette, buste in plastica vaschette alimenti ecc.) organico e verde, sfalci
e potature, ingombranti, oli esausti, assimilati per tutte le utenze non
domestiche.
Tutti i contenitori e i sacchetti sono
distribuiti a domicilio gratuitamente agli utenti.
RISULTATO CONSOLIDATO dal 1 febbraio
2006 al 31 dicembre 82,20% DI RD.
Raccolta differenziata: dato complessivo
intero territorio comunale prima della partenza del porta a porta: 37%
Dato complessivo raccolta differenziata
intero comune attuale con il 23% della popolazione coinvolta dal porta a porta
48% (escluse le zone dell’estensione dal 6 novembre)
Con le nuove cinque frazioni che sono
partite con il porta a porta il 6 novembre al 31 gennaio 2007 siamo a quota
52,40% di raccolta differenziata con un incremento sull’intero territorio
comunale in soli 12 mesi del 15%
dal 1 febbraio al 31 dicembre 2006,
nelle frazioni Guamo, Marlia e Lammari interessate dal nuovo sistema, sono
stati raccolti in maniera differenziata un totale di 4363 tonnellate di
rifiuti differenziati e 490 tonnellate di RSU indifferenziato.
Il costo medio di conferimento dell’indifferenziato nella nostra
provincia è di 160 euro alla tonnellata di RSU
grazie alla raccolta differenziata
porta a porta abbiamo avuto questi risultati economici:
UMIDO
Costo di conferimento impianto di Compostaggio: euro 79,00
ton.
1359 ton.
Euro 107.361,00
POTATURE E SFALCI
Costo conferimento: 41,00
210 ton
Euro 8.610,00
MULTIMATERIALE
Costo conferimento: 7,74 euro ton.
653 ton.
Euro 5.054,22
INGOMBRANTI
costo conferimento: 67,14 euro ton
111 ton
Euro 7.452,54
ASSIMILATI
Costo conferimento: 120 euro ton
532 ton
Euro 63.840,00
Costo conferimento
totale
Euro 192.317,76
CARTA SELETTIVA
Ricavo dalla raccolta ( euro 90,98 ton)
444 ton
Euro 40.395,00
CARTA CONGIUNTA
Ricavo dalla raccolta ( euro 21,80 ton)
399 ton
Euro 8.698,20
Nella provincia di Lucca per conferire
4363 tonnellate di RSU sono necessarie 672.320,00 euro.
La spesa di conferimento agli impianti di riciclaggio con la
raccolta “porta a porta” di 4363tonnellate
è di euro 192.317,76 se si considera i 49.093,00 euro di ricavo dalla carta e cartone si ha
un costo complessivo di 143.224,76
euro.
Un risparmio nel conferimento agli
impianti di 529.095,24 dal 1 febbraio al 31 dicembre 2006
Da tenere presente che nella nostra provincia non esiste
ad oggi nessun impianto di valorizzazione delle raccolte differenziate e quindi
siamo costretti a portare le materie prime seconde raccolte in impianti fuori
provincia per la loro valorizzazione. Infine, per il multimateriale, il cui
conferimento sarebbe a costo zero, abbiamo pagato 5.054,00 euro per il semplice
stoccaggio temporaneo del materiale, problema questo che a breve intendiamo
risolvere attraverso la realizzazione di una seconda stazione ecologica nella
zona a supporto alle raccolte differenziate.
COSTI DELLA RACCOLTA
Il risparmio ottenuto rispetto al preventivo calcolato sui costi
di esercizio sostenuti nell’anno 2005, è stato di circa euro 30.000,00.
Il risparmio ottenuto nei conferimenti ha compensato pienamente
l’aumento dei costi della raccolta che ha significato, tra l’altro, la creazione di quattro nuovi posti di
lavoro.
Questi dati ci dicono che la raccolta “porta a porta” si può
fare, è del tutto sostenibile anche da un punto di vista economico e si possono
raggiungere ottimi risultati anche in un breve arco temporale. Basta
crederci e investirci, metterci determinazione ma anche un po’ di
passione politica. Ci vogliono però anche adeguate risorse
finanziarie, perché oggi le aziende del settore sono tutte sbilanciate,
come modello organizzativo, sul sistema tradizionale della raccolta filo
strada, riconvertire l’organizzazione aziendale e strumentale verso la raccolta
differenziata a domicilio significa fare degli investimenti iniziali
consistenti.
chi conosce Ro-K sa bene che come la maggior parte delle persone
creative, talvolta è un pò distratta e quindi quando nei giorni scorsi
le ho parlato della Lista Civica "Per il bene comune" di cui ho parlato
anche sul Blog, mi viene da pensare che la sua attenzione in proposito
fosse solo apparente.
O forse parlo troppo ed alla fine non mi sta più dietro? .... comunque sia in questi giorni, durante l'interessante e pacata
conversazione poltica avuta con Giorgio, che alcuni di voi hanno
"conosciuto" tramite me, ho approfondito di più la cosa. Fermo restando che il voto utile è quello che ogni cittadino esprime
liberamente, so bene che alla Camera la palla se la giocano in due ed
allora se devo far si che giunga un segnale a questi personaggi, resto
dell'idea che l'unica cosa da fare sia andare a votare ed annullare la
scheda.
Diverso il discorso per il Senato. Qui forse la possibilità di dire la
mia in maniera concreta ce l'ho e sono giunto alla conclusione che
votare "Per il bene comune" possa essere una scelta valida. E qui
finisce la premessa ... Postilla alla premessa: non sono un attivista, non sono stato plagiato
dall'amico Giorgio, come sempre ho un cervello e l'ho usato per
"pensarci su". La coerenza con le proprie idee è una bella cosa, ci
vuole, così come ci vuole un certo senso di responsabilità. Ed in ogni
caso come diceva il Grande Oscar (Wilde): Solo gli stupidi non cambiano
mai idea. per cui, leggete ed anche se non vi convince, siate
democratici ed inoltratelo agli amici... Grazie - Pao. Ieri sera si parlava di elezioni, in maniera blanda, perchè Ro sapeva
della mia decisione di "non voto" e ad un certo punto le ho accennato
del programma della lista di cui sopra e lei, candida, mi fa: "Per il
bene comune"? Li ho sentiti in tv l'altro giorno, sembravano cose
sensate, quasi li voterei.
Ed allora, dopo aver preso coscienza che delle mie parole dei giorni
scorsi non c'era traccia nel suo adorabile cervello, ho inizato a
spiegarle la cosa. Essendo tecnologicamente al livello della Donna di Neandertal, rifugge
dall'uso del web (e del pc) per cui mi sono collegato al sito web e le
ho fatto vedere il programma della lista. Perplessità in certi punti,
ma sintonia su altri. Infine siamo andati a vedere la videointervista del Prof. Montanari, il
"leader", e la cosa ha preso una piega diversa. Finalmente una persona
pacata, che spiega semplicemente, in maniera convinta, le sue idee che
come detto anche dalla giornalista che regolava l'intervento, si basa
su idee e fatti, su cose pratiche, da fare. Cambianod anche la
mentalità, cosa difficile per gli italiani, ma è indubbio che abbiamo
una mentalità autodistruttiva. In sintesi vi chiedo due cose, se avete voglia: di andare a vedere la
videointervista nel link che vi copio in calce e poi, se i due
burattinai vi sembrano improponibili per un cambiamento, pensate un
attimo ad un voto di rottura. Un segnale. Ovvero pensate al "Bene
comune". Tanto sappiamo bene che al governo ci andrà uno dei due...
quindi perchè non utilizzare il nostro voto in maniera più coraggiosa e
responsabile di quanto vogliano farci credere? http://www.perilbenecomune.net/Media.html (cliccare su:
Stefano Montanari a “Conferenza Stampa”) il video è diviso in 5 parti ma vi assicura che dopo la 1a si vuole
sapere il seguito....
Ieri ho scritto alla lista civica "Per il bene comune" di cui ho parlato alcuni giorni fa. Era sempliceente un voler comunicare cose a cui pensavo, non mi aspettavo certo una risposta, avranno altro a cui pensare in questi tempi , ed invece ho ricevuto una gradita mail che ha dato il via ad uno scambio di idee, intelligente e civile. Pubblico il tutto, ovviamente con il permesso del mio corrispondente. Alcuni passi delle mie lettere sono cose che avete già letto in questi giorni, ma non è possibile tagliarli senza snaturare il tutto.
Buongiorno,
tecnicamente sono un elettore di destra, tuttavia non mi ritrovo più nei
partiti che si presentano alle elezioni e pertanto è difficile che io
voti, a meno di un ripensamento dell'ultimo minuto; difficile perchè è
una decisione maturata lentamente, giorno dopo giorno, persino prima che
cadesse il governo, vado a votare, ma annullo la scheda senza esprimere
nessuna preferenza.
Per la prima volta in vita via "tapparsi il naso" non mi è sufficiente.
Non ho nè la minima fiducia in nessun politico, a prescindere dal colore,
e tantomeno ritengo che si possa cambiare (in meglio) questo "sistema
italia"; secondo me chiunque governi non farà quello che dice
adesso e se per caso anche lo volesse fare, glielo impediranno. Continuo
ad assolvere i miei doveri ed a cercare il rispetto dei miei diritti, ma
il mio scoramento è totale ed è giunto ormai in fondo (ed oltre) al barile,
stanco, stufo, non ci credo. Farò quello che posso per far sentire il
mio dissenso, il mio rifiuto per questa classe politica, ma per me votare
al 13 aprile sarebbe come scegliere se essere fucilato o impiccato.
Detto questo, mi è stata segnalata la vs. lista da un'amica di Civitavecchia
che ha conosciuto il Prof. Montanari in occasione di un incontro in merito
alla disgraziata Centrale a carbone dell'Enel; ho visionato il vs. programma,
in parte mi trova d'accordo, in altre meno o per niente. Dubito che esprimerò
un voto a vs. favore, ma ho fatto da cassa di risonanza con i miei contatti
per segnalare il fatto che "ci siete anche voi".
La molla che ha fatto scattare, a prescindere dal mio stato d'animo "politico",
una simpatia nei vs. confronti è una cosa che ho letto sul vs. sito ovvero
in una campagna elettorale dove entrambi i candidati più importanti ti
fanno capire che o voti per loro oppure (che tu ti "astenga"
o meno) di fatto "sprechi" il voto, ecco che uno che in pratica
ti dice "leggi il mio programma, se non ti piace, non astenerti in
toto, vai, vai ed annulla la scheda.".
Un voto, qualsiasi voto, esprime la mia volontà e non può essere inutile.
Certo, non serve ai due partiti maggiori, ma non è che o sei con loro
o sei un pirla... Questa non è democrazia.
Ciao Paolo.
Condivido tutto quello che scrivi.
Il mio primo impatto con la politica
lo ebbi circa a 14 anni, passando per la piazza Galvani a Bologna, dove
c'era il comizio di Almirante. Proprio mentre passavo, "la sinistra"
lo insultava e gli tirava ortaggi.
Quel giorno sono diventato di destra.
Poi la morte di Lorusso a Bologna mi
fece capire che il problema sta nello scontro anziché nel confronto.
Sono di destra? di sinistra? certo trovo
nei programmi di sinistra più dichiarazioni vicine al mio sentire (e certamente
qualcune lontanissime) ma poi alla fine nessuno fa veramente quello che
dice di voler fare.
Mia opinione ovviamente, ma il mondo
che ci guida è "di destra" mentre le persone, il loro sentire
intimo è "di sinistra". Il percorso che ci costringono a fare
è curvilineo e non volta mai da una parte o dall'altra consentendoci di
capire veramente cosa c'è dietro.
Credo sul serio che dobbiamo - urgentemente
- ricominciare dal buon senso.
Non accetto i soprusi e la violenza,
da qualsiasi parte arrivino e per qualsiasi motivo avvengano.
Intendiamoci, a volte sono violento
anche io, magari solo nelle espressioni verbali, ma finisco sempre per
pentirmene e vorrei che questo (il pentimento) avvenisse anche negli altri.
Il confronto delle nostre idee è ciò
che solo ci differenzia dagli animali (almeno per quanto ne sappiamo).
Le questioni di buon senso non hanno
una radice ideologica diversa dal buon senso stesso.
Sul voto inutile non mi dilungo, da
persona intelligente hai già compreso la presa in giro.
Si, abbiamo grossi problemi di democrazia
e gli unici che ne parlano credo siamo noi.
Gli altri per un motivo o per l'altro
si crogiolano in questa continua presa in giro degli elettori e della popolazione
tutta.
Sul programma ... che dire ... è impossibile
fare un programma ampio che soddisfi tutti, anche solo "dello stesso
lato".
Molte cose le abbiamo anche scritte
male (usare il termine "famiglia" per "robe" diverse
da coppie che si incontrano per procreare è una cosa che proprio non mi
va) però alla fine, la cosa importante è che le persone siano persone oneste
intellettualmente e disposte al confronto e, come dico sempre io, "a
ricercare fino allo sfinimento l'unanimità di intenti".
Mi piacerebbe, magari dopo le elezioni,
organizzare un incontro tra persone come te e persone come noi.
Chissà che l'Italia non possa ripartire
da noi tutti, senza di loro.
Cordialissimi saluti
Giorgio Draghetti
PER IL BENE COMUNE
Bologna
P.S.: perché non dai una occhiata alle
bestialità che scriviamo nel meetup del movimento... potrebbe venirti voglia
di intervenire e io ne sarei lietissimo. http://movement.meetup.com/60
Ciao Giorgio, ti ringrazio veramente molto per la tua mail. Nonostante il mio rifiuto verso la politica così come è ora, trovo
piacevole e costruttivo riuscire a parlare di politica invece che dover
per forza scontrarsi (verbalmente, beninteso) quando le idee non
coincidono. Concordo con quel che scrivi, nel suo complesso, e la cosa
in parte mi conforta.
Ho notato che da quando ho dichiarato la mia scelta di "non voto" che
come ho detto non equivale all'astensione, è nato un confronto molto
costruttivo e molto pacato, anche con amici che sono molto impegnati
politicamente.
Non amo la politica, perchè vedo come base della stessa il compromesso,
se si vuole fare qualcosa, oppure l'idealismo allo stato puro che però
rende ciechi e refrattari al compromesso. Se un'idea è buona, se una
persona è valida, lo è a prescidnere dallo schieramento in cui milita.
O perlomeno così dovrebbe essere. Invece no, ogni cambio di governo
equivale ad un azzeramento di tutte le posizioni di responsabilità, un
continuo ripartire da zero, che sarebbe forse tollerabile in un paese
dove la legislatura segue il suo percorso di vita, ma qua che ad ogni
due per tre c'è un Bossi, un Mastella oppure un Bertinotti che scalpita
e manda tutto a carte all'aria.
Utopia la mia, lo so, però sono convinto che la politica che abbiamo
ora sia inutile; dovrebbero esserci solo liste civiche, nelle quali far
confluire persone che vedono i problemi reali per quello che sono e che
insieme vogliano migliorare il proprio paese e non solo il giardino che
abbaimo davanti.
Pensare al bene comune invece che al proprio e basta. Purtroppo
l'Italia è dei furbi ed io non ci sto. Sarò un coglione, sicuramente lo
sono per la massa degli "yes man" che circondano Berlusconi così come
altri di sinistra, beninteso, ma non intendo barattare la mia
correttezza, onestà ed integrità, con facili guadagni o meriti che,
scusa il gioco di parole, non merito. Ed infatti sebbene sia un
microimprenditore, di certo non mi sto arricchendo.
Detto questo, mi chiedevo se posso pubblicare il nostro scambio di
opinioni sul mio Blog sul quale, oltre a segnalare l'esistenza del vs.
movimento, sto pubblicando le varie opinioni degli amici che, come
dicevo poc'anzi, si stanno confrontando non poco.
Certo che puoi pubblicare.
Continuo ad avere con te sintonia nella
visione della vita.
Non puoi non amare la politica.
Già Aristotele affermò che l'uomo è
un animale politico.
Quello che scrivi sono secondo me versi
in favore della politica, quella appunto della ricerca dell'unanimità.
La politica seria è compromesso o accettazione
delle decisioni della maggioranza.
Personalmente preferisco il compromesso
alla dittatura della maggioranza ma in questa Italia tifosa, che si schiera
di qua o di là, che vuole "vincere", il compromesso è diventato
un mezzo per arricchire i politici anziché una filosofia di vita.
Ma non riesco a demordere e ad accettare
che tutto debba essere deciso "da una parte" e così voglio anche
io ripartire dalle città, da dove il compromesso può avere un sapore di
amicizia anziché di corruzione.
Ele ha chiuso con queste osservazioni: a chi non sta bene questa classe politica è porprio il primo che
dovrebbe cercare di impegnarsi per contribuire a crearne di nuova...
lamentarsi perchè si abita tutti in una casa vecchia e pericolante ma
non portare poi ognuno il suo mattoncino per costruire una nuova, serve
a poco! si starà sempre tutti in una casa pericolante: chi meglio
perchè al suo interno avrà magari apportato migliorie, chi peggio
perchè non avrà modo di farlo, ma comunque tutti in una casa
pericolante...sono stata per anni all'interno degli organismi dirigenti della
costrada che è un po' un piccolo stato: sai quanta gente aveva il tuo
stesso atteggiamento? critiche su critiche (magari su cose giuste eh,
non lo metto in dubbio) ma poi lo chiamavi per fargli prendere un
incarico, seppur piccolo, per essere così insieme a portare avanti una
linera innovativa su ciò che non andava bene e nulla... mai preso
impegni in prima persona... oppure gli dicevi di venire in assemblea e
portare il proprio pensiero e neppure quello facevano...
Concordo sulla filosofia del discorso, meno ovviamente quando mi accomuna con le persone capaci solo di criticare; non mi impegno in politica, certo, non è il mio mondo, ma soprattutto è difficilissimo per me accettare compromessi che come abbiamo letto sono alla base della politica così come è intesa oggi.
Ed in ogni caso non ho un ideale politico nel quale potrei confluire, con i miei limiti potrei dire di essere un cittadino del mondo (politico). Voglio che equità, correttezza ed onestà siano la basi del paese nel quale vorrei vivere.
Questo è alla base del mio scoramento. Semino (da sempre) correttezza e raccolgo sempre più quella furbizia tutta italiana, dove si premia non chi vive nel rispetto degli altri e di se stesso, ma chi vince, sempre e comunque.
La meritocrazia non fa parte del nostro paese. Il discorso si può allargare, si possono fare 1000 esempi, ma il succo si è capito. Cerco di spingere ogni persona che conosco a darsi da fare perchè lotti (in maniera civile e legale, ovvio) per il rispetto delle proprie idee, dei diritti, ma nello stesso tempo perchè rispetti i suoi doveri di cittadino.
Quante volte, amichevolmente (e talvolta no) mi sono beccato del "rompicoglioni"? Tante, ma non troppe. Per me è diventato quasi un distintivo di merito esserlo. Almeno significa che le mie parole noncadono nel vuoto ed anche se non riesco a sortire l'effetto sperato, perlomeno "rompo" il che vuol dire che daje oggi, daje domani, magari la piccola goccia delle mie parole scava la roccia.
Un altro dei miei pallini è il rispetto dell'ambiente. Qualcuno ha sentito il mio spot su Radio Lifegate in merito alla mia scelta di usare Energia alternativa in azienda. Voglio vivere con l'ambiente e non contro di esso. Ecco, non voglio rinunciare al progresso, eliminare le auto, vivere nella caverne.
Però sono fermamente convinto che si possa fare di più e soprattutto farlo meglio. Certo ognuno di noi deve metterci del suo, sia come tempo, impegno che come soldi. E' da anni che in azienda utilizzo prodotti che inquinino poco o perlomeno meno di quelli standard; è una scelta onerosa spesso, ma la faccio.
Così come ho l'auto ad ImpattoZero da anni, pagando ovvio. Non è per tacitarmi la coscienza, come pensano quelli abituati a scegliere la via più breve, ma è perchè è giusto, perchè compensare le emissioni nel pieno rispetto del Protocollo di Kyoto è il primo passo. La decisione di acquistare la Smart è figlia dello stesso seme. Siamo in due, gli spostamenti casa-lavoro si fanno da soli, ha senso avere auto lunghe, grosse, inquinanti?
Una Smart è perfetta, due posti, si parcheggia ovunque, occupa meno spazio sulle strade, inquina poco, si guida più rilassati ovvvero migliora la mia vita e, di riflesso, quelle delle persone con cui entro in contatto. E' cara come auto, è stato uno sforzo economico, ma oltre ad essere una scelta comoda per me, è anche un biglietto da visita della mia filosofia. Mi piacerebbe sostituire la Corolla (seppure vada benissimo). Vorrei tanto un'ibrida. Ora come ora non si può, ed allora si privilegia l'uso della Smart.
La uso al venerdì, visto che devo muovermi per Milano per le commissioni lavorative che, per evitare continui spostamenti, raggruppo al venerdì. La usiamo per andare al super, in vacanza, ecc. L'ho scelta a benzina, anche se il diesel consuma molto meno, per ovviare al problema delle polveri sottili.
Faccio il possibile, tavolta anche di più e quando racconto queste cose c'è ancora qualcuno che pensa lo faccia per farmi dire "bravo". A tutti piace essere apprezzati nella vita, che sia un bel voto a scuola oppure un atteggiamento positivo. Anche a me.
Ma pensare che faccia una cosa per ricevere dei complimenti altro non è che il concretizzarsi della filosofia dell'Apparire. Ovvero fare solo cose che ti mostrino "bello, bravo e buono, o vincente, o quello che è." Devi dare un'immagine positiva di te, ma dato che chi viene apprezzato oggi dalla "massa" non necessariamente è chi fa la cosa giusta, va da sè che il meccanismo è distorto. Io, come sempre, preferisco l'Essere all'Apparire.
Ed infatti sarò simpatico a molti, ma sono anche antipatico a molti altri.
E come sempre mi sono dilungato, sono uscito dal seminato, ma la passione per comunicare mi frega sistematicamente...
Alla domanda che mi ha fatto Ele ho risposto che: difficile che io voti... a meno di un ripensamento
dell'ultimo minuto, difficile perchè è una decisione maturata
lentamente, giorno dopo giorno, persino prima che cadesse il governo,
vado a votare, ma annullo la scheda senza esprimere nessuna preferenza.
per la prima volta in vita via "tapparsi il naso" non mi è sufficente.
non ho nè la minima fiducia in nessun politico, a prescindere dal
colore, e tantomeno ritengo che si possa cambiare (in meglio) questo
"sistema italia" ... come ho detto recentemente secondo me chiunque
governi non farà quello che dice adesso..,. e se per caso anche lo
volesse fare, glielo impediranno ... io continuo ad assolvere i miei
doveri ed a cercare il rispetto dei miei diritti, ma il mio scoramento
è totale ed è giunto ormai in fondo (ed oltre) al barile .... stanco,
stufo, non ci credo... farò quello che posso per far sentire il mio
dissenso, il mio rifiuto per questa classe politica, ma per me votare
al 13 aprile sarebbe come scegliere se essere fucilato o impiccato....
Ele mi risponde che: sai che non concordo, ma liberissimo di fare come
credi, anche se da una persona intelligente e non qualunquista e non
superficiale come penso che tu sia, non me lo aspettavo... posso dirti
che a mio avviso non andare a votare è veramente il segno
dell'antidemocrazia in assoluto... penso a chi si è fatto ammazzare per
trasformare questo paese in un paese democratico e per chi ha lottato
per il diritto al voto... penso ai paesi in cui questo non è permesso e
penso che siamo fortunati a poterlo fare con i tempi che corrono...
penso inoltre che con quanti partiti ci sono (nonostante io pensi che
questo frazionamento è negativo) non trovarne uno che per lo meno in
massima parte la pensa come noi sia davvero difficile: la destra si è
frazionata in 4 o 5 partiti, il centro in tre, la sinistra in altri 3,
poi ci sono i vari partitelli sparsi senza collocazione precisa... la
sfiducia la capisco, ma davvero fare di tutta un erba un fascio e
pensare che nessun politico sia degno di fiducia non mi sembra
giusto... e più che altro non è vero che chi va al governo non fa mai
le cose che promette... certo, forse la situazione con questa legge
elettorale non permette di fare tutto, per gli equilibri da trovare
nelle maggioranze, ma certo che io, per esempio, dal mio partito non mi
sono mai sentita tradita quando è andato al governo ed avendo sotto
l'occhio tutti i giorni l'attività parlamentare del mio capo, le
proposte di legge, io decreti e quant'altro (che non appaioono mai
sulla stampa e questo è negativo) ho visto quanto il governo di centro
sinistra ha fatto di quanto aveva promesso: se leggi la legge
finanziaria te ne puoi rendere conto...infine credo che il voto sia un
diritto ma anche un dovere per ogni cittadino democratico e sopratutto
credo che, specialmente per uno che pensa che non si possa cambiare
niente, non andando a votare è proprio il modo per non cambianre niente
davvero...e sopratutto se non sono proprio le persone deluse dalla politica che
fanno sentire il proprio dissenso, cambierà ancora meno in futuro
perchè rimarranno sempre i soliti a far politica...solo per curiosità,
se vuoi, girella nel sito del mio capo e leggiti qualcosa... è un
deputato pd, e può non piacerti come schieramento politico, ma ti
assicuro, e mi puoi credere, lo sai, che è persona serissima ed anche
molto critica rispetto allo stesso governo del quale ha fatto parte. ti può essere utile per le ultime riflessioni sulla tua scelta di non
votare ! la mia risposta: il discorso del "rispetto" verso chi anni fa ha perso
la vita per darci la democrazia è sempre stata la molla per farmi
votare anche quando non ero convinto, ma ora la misura è colma.
l'antidemocrazia sarebbe non andare a votare, io voto ma non esprimo
una scelta. e non è la stessa cosa. d'altro canto sia il sistema
partitico italiano sia la legge elettorale di fatto mi impediscono di
fare una scelta. scelgo il PD dove coesiste la Binetti e la sua
filosofia allucinante che non è la mia e la Bonino che in linea di
massima ho sempre apprezzato?
scelgo il Cavaliere che come politico e leader non apprezzo, e meno che
mai apprezzo molti dei suoi "yesman"? Scelgo Fini che mi pare si sia
sottomesso al nuovo partito? Scelgo un Casini che divorzia, fa una
figlia fuori dal matrimonio e poi tuona a favore della famiglia intesa
come cattolica e regolare?
Neanche prendo in considerazione i partitini bufala e meno che mai gli
estremisti, di qua e di là.
Persone valide? si certo, qualcuna ce n'è. magari sbaglio, ma apprezzo
Bersani, molto la Bonino, forse la Finocchiaro, a sinistra e Gianni
Letta, la Prestigiacomo, Frattini, a destra. possono fare la differenza
nell'insieme del loro partito? ne dubito. a sinistra molti hanno remato
contro Bersani e le sue liberalizzazioni, appoggiando di fatto le
rivolte di taxisti, benzinai e camionisti....
in sintesi andare al mare piuttosto che a votare è una scelta di
qualunquismo puro. la mia non è tale. io voglio perdere il tempo di
andare al seggio, farò la fila se fila ci sarà, voglio il timbro sulla
scheda elettorale ma in tutta coscienza non posso mettere una croce su
un simbolo del quale non condivido neanche il 50% delle idee, del quale
non apprezzo i candidati o peggio li disprezzo proprio (vedi quel "_____" di Lombardo). io non dico che non si salvi nessuno in una
lista o in quella, ma dato che chi comanderà i giochi alla fine non
sarà certo uno di questi (e se mai tentasse di fare qualcosa di buono,
lo fermeranno, democraticamente s'intende). ed infine: vale per entrambi gli schieramenti. quante volte i deputati
hanno applicato l'astensione durante il voto di questo o quello in
parlamento? tante, troppe. un'abitudine consolidata. astenersi, far
passare ugulmente un provvedimento, dicendo io non sono d'accordo, ma
non voto contro. ed io sarei antidemocratico non facendo una scelta?
Sarebbero lor signori che noi paghiamo migliaia di € al mese, che hanno
privilegi che non meritano neanche, a darmi lezioni di democrazia? Che
comincino una volta per tutte a comportarsi come si deve, che mi diano
l'esempio... positivo ed io sarò felice di dire che li avevo giudicati
male.
Di oggi la notizia che un deputato della passata legislatura che non è
stato messo in lista nel PD si è dichiarato disponibile ad entrare nel
PDL... alla faccia degli ideali... però, ed io dovrei votare gente che
cambia casacca a seconda della possibilità di avere una poltrona? no,
mi spiace...
Datemi dei politici veri, anche un poco ladri, ma che perlomeno abbiano
un'idea (giusta o sbagliata, ognuno ha le sue) che si impegnino per il
paese e per i loro ideali, non per il partito che gli garantisce la
candidatura. per piacere, fanno schifo. ed ok, non sono tutti così. il
tuo capo sarà onesto, bello, bravo e buono. non lo conosco, non lo
giudico di certo. ma la massa vuole solo arraffare, qualcuno è onesto
ma capirà di avere vita dura. ed una minoranza comanda e decide per
tutti, a prescindere dal voto democratico espresso in cabina. scusa, il discorso cambia un po'... avevo
capito che proprio non andavi a votare...
dici: datemi dei politici veri: ma per cambiare la politica c'è bisogno
di gente che entri a fare politica...se tutti dicono che la politica va cambiata ma poi nessuno inizia a far
politica, va da sè che la politica continua a farla chi l'ha sempre
fatta...e comunque non si può pensare di cambiare una cosa dall'oggi al domani,
proprio perchè purtroppo certe cose sono ormai strutturali nel nostro
sistema italia...quindi, purtroppo, io credo che o si accettano dei compromessi, seppur
a malincuore, o non si cambieranno mai le cose...credi che a me faccia piacere avere la Binetti? no, però so che oltre a
lei ci sono tante altre persone che la pensano come me e piano piano ci
sarà un assestamento, ma se non si comincia mai, si rimane con tanti
ideali a me cari perchè fanno parte del mio passato di militante PCI
che non rinnegherò mai, ma non si può mai farli capire alla gente...l'ho già detto nell'altra mail, ma lo ripeto: non dico che tutto vada
bene, anzi, moltissime cose sono da cambiare...dico soltanto che è molto facile distruggere e molto difficile
ricostruire e mentre a distruggere basta una persona, a ricostruire ci
vogliono tante persone che la pensino diversamente da chi ha
distrutto...è facile fotografare uno che dorme: molto più difficile capire che
comunque un colpo di sonno può venire a chi fa politica... sai quante
volte io mio capo ha passato tutto il giorno in ufficio a lavorare fino
alle 19,30 - 20, poi un panino e via ad una iniziativa di partito o una
riunione fino alle 1 - 2 di notte, poi la mattina sveglia alle 5,30 per
partire per roma ed andare in riunione di commissione o in aula... non
dico che debba succedere, ma è umano che uno in una seduta un po' più
noiosa chiuda gli occhi un attimo per rilassarsi. a te non capita mai di addormentarti nel divano, eppure magari guardi
una cosa che ti interessa alla tv e la vorresti vedere...comunque è proprio perchè uno è stufo di queste cose deve cercare di
cambiare la politica... e, ripeto, a mio avviso se tutti ci lamentiamo
ma non facciamo mai nulla, la politica non cambia, stanne certo...magari sono proprio quelli che son stufi di questo che devono
candidarsi nelle circoscrizioni, nei comuni, nelle liste per camera e
senato e cercare di farsi votare e quindi eleggere da coloro che la
pensano allo stesso modo e da dentro poi, cambiare le cose... oppure,
se non se la sentono di impegnarsi in prima persona, creare il tessuto
favorevole per mandare avanti persone che la pensano come lui... è
impegnarsi anche questo... creare correnti di pensiero, movimenti,
smuovere le coscienze... è impegno anche questo... a chi non sta bene questa classe politica è porprio il primo che
dovrebbe cercare di impegnarsi per contribuire a crearne di nuova...
lamentarsi perchè si abita tutti in una casa vecchia e pericolante ma
non portare poi ognuno il suo mattoncino per costruire una nuova, serve
a poco! si starà sempre tutti in una casa pericolante: chi meglio
perchè al suo interno avrà magari apportato migliorie, chi peggio
perchè non avrà modo di farlo, ma comunque tutti in una casa
pericolante...sono stata per anni all'interno degli organismi dirigenti della
costrada che è un po' un piccolo stato: sai quanta gente aveva il tuo
stesso atteggiamento? critiche su critiche (magari su cose giuste eh,
non lo metto in dubbio) ma poi lo chiamavi per fargli prendere un
incarico, seppur piccolo, per essere così insieme a portare avanti una
linera innovativa su ciò che non andava bene e nulla... mai preso
impegni in prima persona... oppure gli dicevi di venire in assemblea e
portare il proprio pensiero e neppure quello facevano...beh, credo che per la politica sia un po la stessa cosa... lamentarsi e basta senza dare un aiuto per cambiare le cose, secondo me
serve davvero a poco...non so se questo si chiami qualunquismo, disinteresse o cos'altro... ma
di certo per ciò che mi concerne, non è un atteggiamento positivo per
cambiare questa povera italia.
si può essere d'accordo o meno, ma una cosa intelligente l'ho letta sul
sito: "Ogni singolo cittadino dovrebbe andare a votare, e votare per la
lista o il partito che maggiormente lo rappresenta, a prescindere dalle
statistiche divulgate. Se nessuno lo rappresenta (anche dopo aver
valutato le idee della nostra lista civica), il cittadino può sempre
annullare la scheda."
ovvero in una campagna elettorale dove entrambi i candidati +
importanti ti fanno capire che o voti per loro oppure (che tu ti
"astenga" o meno) di fatto "sprechi" il voto, ecco che uno che ti dice
"leggi il mio programma, se non ti piace, non astenerti in toto, vai,
ti fai timbrare la "presenza" e poi annulla la scheda..
"volere è potere"... se i comuni
prendono decisioni ed i cittadini li seguono, migliorare si può...
nei giorni scorsi abbiamo ricevuto una comunicazione, qua a Corbetta,
dell'assessore all'ecologia (è una donna, sarà un caso che le cose
funzionano?) nella quale ci dice che dal 1° aprile la raccolta
differenziata si differenzia ulteriormente e passiamo da 5 tipologie di
rifiuto a 6 ... cosa questa che permetterà un risparmio di 50.000 € nel
trattamento dei rifiuti... ma ci dice anche che in Lombardia siamo al 39° posto (fra i comuni
oltre i 15.000 abit.) nella raccolta differenziata e che la raccolta
differenziata nel nostro comune è passata dal 57% del 2006 al 69% del
2007 .. e l'obiettivo che si pone, che ci poniamo è di superare il 70
nel 2008... non basta, nonostante l'aumento degli abitanti da 15716 (2006) a 16151
(2007) di fatto abbiamo ridotto del 5% la produzione dei rifiuti. in
parte dipenderà dalla congiuntura economica (meno soldi, meno acquisti,
meno rifiuti) ma sicuramente vi è molta attenzione anche dei cittadini
che di fatto riescono a produrre meno rifiuti. questo mio discorso ovviamente non è per cercare un facile applauso al nostro
comune, ma per stimolare ognuno di voi a lottare per il miglioramento
dell'impatto ambientale. senza un comune attivo, il cittadino fa poco;
senza un cittadino volenteroso, il comune non fa nulla. ma se ognuno di
noi farà la sua parte, migliorare si può.
a noi serve un
governo forte, solido, che impari a dire "si fa così", senza pensare di
dover accontentare tutti. un padre di famiglia deve dire si, ma anche
no. quindi come fare?... bisognerebbe riscrivere un tot di leggi,
elettorali e non , per far si che sia impossibile scendere sui binari,
bloccare un treno per due giorni (ed il paese x una settimana) ogni
volta che la decisione scontenta qualcuno. per cui chi fa le leggi?
quelli che sono lì a roma. le cambieranno mai per metterselo da soli
nel culo? dubito. sono sempre lì a litigare ed a dire no, salvo quando
devono darsi aumenti e privilegi. in quel caso, di colpo, l'aula è
piena e votano in maniera unanime e compatta. dov'è la via
d'uscita?...io non la vedo. ma non si può neanche mettere una bomba in
parlamento. la soluzione deve essere civile e democratica, ma forse il
fatto è che noi dietro questa parvenza di democrazia e garantismo,
siamo governati in maniera dittatoriale da elementi che hanno un
ricambio nel tempo gestito da loro stessi... si parla di Fidel che ha
come vice il fratello... e qui? .... gente come De Mita che dopo 44
anni ininterrotti in parlamento si incazza perchè veltroni non lo
candida.. ma per piacere... largo ai giovani e berlusconi ha 70 anni...
la maggior parte della popolazione sono donne ed abbiamo il 90% di
deputati e ci vorrebbero le quote rosa (che poi nessuno rispetta) per
fare una cosa ovvia: candidare in maniera eguale uomini e donne... che
poi alla fine le donne fanno mentre gli uomini parlano....
si, ho un sogno... sogno un mondo (lavorativo per cominciare...) nel
quale una volta che si è "d'accordo" finisce lì, ci si fida l'uno
dell'altro e via andare, ognuno per la sua strada, ognuno faccia quello
che gli compete, con professionalità, intelligenza e correttezza, però non è dando l'esempio, comportandomi così, sempre, che le cose
cambiano. semino correttezza e cresce la pianta della furbizia. vi dico le stesse cose alla fine, lo so, ma la tastiera batte dove il
dente duole, per così dire...insomma, questo è uno "sfogo" ... grazie
per la vs. abituale sopportazione nei miei confronti ... ;-)
è da un mese che sono in ballo per definire un ordine con un cliente,
che per quanto è al 4° ordine in 3 mesi, per cui dovrebbe ormai aver
"preso le misure", sia sulla ns. politica aziendale, sia su di me...
alla fine dopo numerosi aggiornamenti, ieri finalmente arriva l'ordine,
ma.... corredato da 6 pagine di clausole molte delle quali vessatorie
ed assurde (tipo quella in cui si arroga il diritto di modificare la
quantità dei pezzi a suo piacimento, senza costi a suo carico). si come
no, io compro 10000 € di materiali per farti una produzione a disegno,
ovvero faccio quello che vuoi tu, nelle dimensioni e qualità che vuoi
tu, e magari tra 15 giorni mi dimezzi il quantitativo? ed infine la chicca: "...I termini di consegna si intendono vincolanti
ed essenziali e conseguentemente non sono consentite proroghe fatte
salve condizioni diverse, specificamente indicate nell’ordine
d’acquisto." Successivamente, ma solo telefonicamente (e verba volant....) mi dice
che ha emesso l'ordine ed interpretato le consegne a suo favore,
tirando l'acqua al suo mulino. si appunto... ed a questo punto faccio prima a copiare la mia mail
odierna, piuttosto che stare lì a spiegare i passaggi. sono grafomane,
lo so, ma agganciandomi alla mia mail di ieri, sono stufo "anche" di
questi atteggiamenti.... "...non vorrei sembrare eccessivamente fiscalista con tutte queste
precisazioni, tuttavia nel corso degli anni abbiamo appurato che
accettare un ordine con condizioni non conformi all'offerta, confidando
poi sugli accordi verbali presi successivamente, sulla distanza è
sempre un errore. E' sufficiente che sia sostituita la persona addetta agli acquisti,
così come arrivi un "nuovo ragioniere" in contabilità e via dicendo, ed
improvvisamente ci si trova davanti a dei problemi causati dal fatto
che "sull'ordine è scritto così..." mentre la realtà è un'altra.
Facendo riferimento a questa esperienza ed alla nostra politica
aziendale (peraltro giudicata "aliena" da molti) restiamo dell'idea che
"patti chiari & amicizia lunga" sia sempre la cosa migliore.
Detto questo considerando che il vs. ordine è stato emesso, che il
materiale al mio fornitore deve essere ordinato e che le consegne sono
quelle da noi indicate sull'offerta e ribadite successivamente con la
ns. mail di ieri, va da sè che io procedo con i passi necessari; ogni
ora in più di attesa per un'eventuale definizione di dettagli che in
realtà sono già definiti, ritarda ulteriormente la consegna effettiva
dei pezzi. Resta quindi inteso che l'ordine è accettato ed evaso
facendo riferimento a quanto comunicato con la ns. mail di ieri.
Per quanto riguarda le consegne, non è nostra abitudine ritardare a
meno di cause di forza maggiore, anzi è interesse reciproco che si
anticipi la consegna. E' anche vero che, sebbene si sia qua per
lavorare, non promettiamo qualsiasi cosa pur di prendere un ordine, in
quanto il rispetto degli accordi e della "parola" data, per noi sono un
punto di forza aziendale. Considerando il campo di applicazione dei nostri prodotti ed i danni
causati spesso dalla filosofia del "just in time" che mal si sposa con
le realtà aziendali nel loro complesso, la parola "urgenza" per noi è
di uso quotidiano il che ci fa comprendere che "abbia cercato di tirare
l'acqua al suo mulino" indicando il termine di consegna dopo aver
interpretato al meglio (per lei) le date da noi indicate, ma purtroppo
il mondo non è perfetto e le incognite che possono determinare un
ritardo sono molte. Riteniamo sia sempre meglio avere un termine più
lungo che sarà sicuramente rispettato, piuttosto che una consegna
"bella a vedersi", ma impossibile da rispettare. "
Dannatamente vero, purtroppo
In Germania è tutto vietato, tranne quello che è permesso.
In Francia è tutto permesso, tranne quello che è vietato.
In Italia è permesso tutto, anche quello che è vietato.
Dedicata ad una "stella", ma adatta ad ognuno di noi.
L'anfora
Ogni giorno, un contadino portava l'acqua dalla sorgente al villaggio
in due grosse anfore che legava sulla groppa dell'asino, che gli
trotterellava accanto. Una delle anfore, vecchia e piena di fessure,
durante il viaggio perdeva acqua. L'altra, nuova e perfetta, conservava
tutto il contenuto senza perderne neppure una goccia. L'anfora vecchia
e screpolata si sentiva umiliata e inutile, tanto più
che l'anfora nuova non perdeva l'occasione di far notare la sua
perfezione: "Non perdo neanche una stilla d'acqua, io!".
Un mattino, la vecchia anfora si confidò con il padrone: "Lo sai, sono
cosciente dei miei limiti. Sprechi tempo, fatica e soldi per colpa mia.
Quando arriviamo al villaggio io sono mezza vuota. Perdona la mia
debolezza e le mie ferite".
Il giorno dopo, durante il viaggio, il padrone si rivolse all'anfora screpolata e le disse: "Guarda il bordo della strada". - "Ma è bellissimo! Tutto pieno di fiori!" rispose l'anfora. - "Hai visto? E tutto questo solo grazie a te" disse il padrone. "Sei tu
che ogni giorno innaffi il bordo della strada. Io ho comprato un
pacchetto di semi di fiori e li ho seminati lungo la strada, e senza
saperlo e senza volerlo, tu li innaffi ogni giorno". La vecchia anfora non lo disse mai a nessuno, ma quel giorno si sentì
morire di gioia. Siamo tutti pieni di ferite e screpolature ma, se
lo
vogliamo, possiamo fare meraviglie con le nostre imperfezioni...